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Pubblicato da:
Katia
Mi sembra di essere in Grecia da un mese. Questi giorni sono stati così intensi che abbiamo la sensazione di aver trascorso qui molti più giorni. Abbiamo lasciato Rodi in un pomeriggio di caldo intenso, circa 45 gradi, per arrivare a Creta, l'isola più grande di tutta la Grecia. Il villaggio in cui alloggeremo si chiama Fodele Beach, ci trova appunto nella baia di Fodele, a Ovest della capitale Heraklion, dalla quale dista circa 30 minuti. Il villaggio è arroccato sulle rocce, quasi una mezzaluna bianca che dal mare si inerpica spavaldamente risalendo la montagna. La cena si consuma su una splendida terrazza sul mare, un mare che si colora dei rossi e dei viola più intensi in un tramondo mozzafiato. Ci guardiamo e ammettiamo che, in fondo, siamo troppo fortunati! La capo centro Settemari di Creta, Miriam, ha già organizzato tutto. e' un fiume in piena, ci presenta uno schedule già organizzatissimo così andiamo a letto con la consapevolezza che anche a Creta sarà dura e con la speranza che questo caldo infernale ci dia un po' di tregua. La mattinata corre veloce tra le riprese del villaggio, enorme, e la programazione dei giorni a seguire così, a ora di pranzo siamo pronti per l'escursione. Si va a Sud, a Matala, una delle località cretesi più famose. Il paesaggio è aspro e a tratti verdeggiante, le montagne alte si susseguono una dietro l'altra lasciando spazio, quà e là, a squarci di blu cobalto. Arrivaimo a Matale verso le due, il sole è alto, poco vento e i gradi ancora troppo alti. Facciamo davvero fatica ma lo spettacolo è notevole. Una piccola baia a forma di ferro di cavallo circondata da una roccia in cui si leggono chiaramente le stratificazioni di migliaia di anni. Matala fu abitata sin dal Neolitico e nelle rocce si trovano ancora oggi decine di grotte usate come abitazioni. Successivamente furono usate in epoca romana come tombe o ritrovi per riti religiosi, probabilmente segreti, mentre negli anni 60' furono gli hippies a sceglierle come loro ritrovo. Dopo le riprese facciamo un giro nel villaggio di Matala, un tipico villaggio greco con le casette bianche, i vicoli stretti, le taverne sul mare. C'è un silenzio quasi religioso in giro...sta giocando la Grecia! Entriamo timidamente in una taverna per chiedere dell'acqua e il proprietario si mostra subito simpatico. Per dirla come farebbe Camilleri, "ci facciamo subito sangue" e decide di non farci andare più via. Insiste perchè restiamo lì a cena, inutile spiegargli che abbiamo da lavorare. Riusciamo ad andar via solo ad una condizione, ritornarne dopo il lavoro almeno per un brindisi. Dopo un'ora siamo lì. La terrazza è proprio sul mare con una splendida vista sulla baia. La Grecia sta consumando gli ultimi minuti di gioco, ovunque c'è silenzio. Nikos dà il meglio di se in cucina presentandoci il meglio della tradizione culinaria cretese. I greci sono fatti così, fanno sempre il possibile per farti sentire a casa. Quello che doveva essere solo un aperitivo diventa una cena ma mai contraddire un greco, soprattutto un cretese. Al momento di pagare Nikos, quasi offeso, dice che siamo suoi ospiti, suoi amici. "Una faccia una razza", amano dire da queste parti. Riprendiamo il nostro viaggio felici, con la consapevolezza di aver vissuto, ancora una volta, una giornata unica. Perché abbiamo visto un altro angolo di mondo e perchè siamo riusciti ad entrare in contatto con una umanità vera, genuina, spontanea. Nikos ci ha insegnato qualcosa... UNA FACCIA, UNA RAZZA. Creta - Settemari
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