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Pubblicato da:
Katia Manna
Iniziavamo ad abituarci all'atmosfera allegra e famigliare del Bravo Club Porto Pino che è già ora di partire per una nuova meta. Con immensa gioia ho rivisto Clelia, un'assistente Alpitour spesso incontrata nei miei tanti viaggi. E' sempre bello ritrovare sorrisi familiari quando sei lontano da casa. E poi il sorriso di Clelia, napoletana d.o.c. come me è inconfondibile e contagioso. Percorriamo circa 300 km da Cagliari a Olbia per raggiungere la zona più meridionale della Gallura. Siamo vicini a Budoni dove si trova il Bravo Club Baia dei Pini dove alloggeremo durante le nostre riprese. Il villaggio è stupendo, i i colori caldi della struttura spiccano tra il verde della pineta in cui è inserito, insomma, ci rendiamo subito conto che è un vero peccato dover lavorare! Il tratto di costa gallurese è considerato tra i più belli della Sardegna. Il vento ha modellato le rocce di granito che caratterizzano questa zona regalando loro le forme più bizarre. Per apprezzare al meglio il litorale sardo, senza dubbio, bisogna guardarlo dal mare. Per fortuna le possibilità di effettuare diverse escursioni permettono anche a chi non possiede un'imbarcazione di raggiungere calette isolate e angoli ancora incontaminati difficilmente raggiungibili. A bordo di un gommone raggiungiamo le isole di Tavolara e Molara. Alla costa frastagliata e granitica di questo tratto costiero, fa da contraltare la mole granitica di Tavolara. Un paralllelepipedo dai fianchi ripidi e inaccessibili il cui profilo si staglia inconfondibile all'orizzonte. L'isola ha solo due approdi e, a parte due bar e un ristorante e le case di chi li gestisce, l'isola è praticamente disabitata. Per fortuna, un divieto di edificabilità la protegge dalla cementificazione che di certo avrebbe rovinato il suo ricco patrimonio ambientale a avifaunistico. Ma è soprattutto il mare di questo tratto di costa a essere considerato uno dei tesori sardi più preziosi. Tutta questa area, infatti, compresa tra S. Teodoro e l'isola di Tavolara, fa parte della Riserva Marina di Capo Coda Cavallo. E a guadare questo mare il motivo è chiaro. Le rocce, ora tonde, ora a forma di cigno o di elefante - e i più fantasiosi potrebbero scovare mille altre forme - incorniciano un mare di un turchese raro in natura. Se il termine incontaminato ha ancora un significato nella nostra penisola spesso maltrattata dalla logica dello sfruttamento del territorio, in Sardegna tante zone meritano in pieno questa definizione. Le calette si susseguono una dietro l'altra, una più bella dell'altra. Non tutte si possono raggiungere per un bagno, la guida ci spiega che a questo serve dichiarare "protetta" un'area, evitare che i turisti più scellerati alterino il delicato equilibrio di questo ecosistema. In questi giorni i turisti non sono ancora tanti ma a breve barche e panfinli affolleranno queste aree. Lasciamo questo angolo di Paradiso davvero a malincuore. Non puoi non innamorarti di questo mare, di questa regione. E andiamo via con una speranza. Che i turisti che affollerano presto queste coste possano amarle tanto da rispettarle per far sì che questo prezioso tesoro si conservi nel tempo. Sardegna - BravoClub Porto Pino/Baia dei Pini
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