troupe in viaggio
Racconti di viaggio
Backstage Village
Editoriale del 30/10/2009

Qualche giorno fa, in viaggio per Roma, in treno, di fronte a me viaggiavano tre ragazzi, tre studenti. In viaggio verso l’affascinante Mondo del marketing e della comunicazione che fa  di costosissimi Master la propria bandiera e di una poltrona in una sede multinazionale la propria mission.
Quando avevo 25 anni avrei voluto anch’io aggredire il  mio futuro con un bagaglio forte, fatto  di stage presso aziende internazionali, ore di tirocinio e campus allegri e spensierati; ma non potevo permettermelo. Negli anni in cui pensavo al mio avvenire,  studiare era un privilegio,  lavorare ancora di più!
 Il treno viaggiava le voci dei tre ragazzi si confondevano con i miei pensieri. Tutto sia allontana, la vecchia e spettrale zona industriale di Napoli è lontana siamo nel bel mezzo della pianura pontina; i cellulari anche quelli più tecnologici dei tre perfetti studenti tacciono.. Non ci resta che parlare. Chi mi conosce sa bene che per me è un invito a nozze. Ma c’è un momento, quello dopo l’uscita dal tunnel in cui tutti ci ritroviamo a guardare fuori dal finestrino…niente è più potente di un paesaggio che scorre quando ti sorprende all’improvviso
Nei luoghi deputati al viaggio (aerei, navi stazioni ferroviarie  sale d’attesa) sarà capitato anche a voi di avvertire una sorta di destino in comune : il viaggio.
Il viaggio è davvero una metafora e tutti gli astanti si sentono  parte di questo disegno: ecco che i tre studenti  partono per un brillante futuro, c’è chi  viaggia per ricominciare chi  per lenire un dolore, chi  per fuggire o chi per andare incontro a qualcuno…
Io viaggiavo per andare incontro ad  un appuntamento che avrebbe dato  una svolta al futuro di Village. Gli andavo incontro con passione, ma senza fretta, senza ansia, con appetito, ma senza voracità, con la testa, ma sempre con il cuore. Perché così è nata Village .
E se vado a ritroso vedo una storia, una bella storia nata 7 anni fa e che continua ad appassionarmi. Perché aldilà di  qualsiasi lusinga o adulazione  e dietro il più bel sogno mai fatto  non ho mai smesso di gustare il l percorso.
Viaggio leggero godendo di tutte le tappe che incontro…è come  chi compie un viaggio in treno dal sud al nord per arrivare alla meta e non ferma lo sguardo sui piccoli comuni di cui è costellata l’Italia. Che cosa gli resta alla fine? Poco.  Perché non  ha saggiato il gusto del viaggio. Il gusto sta nel percorso,  nei piccoli passi di cui è fatta la crescita della mia azienda, il gusto sta nello scegliersi i compagni di viaggio, non tutti i miei collaboratori sono in grado di cambiare una ruota bucata,  ma tutti sapranno,  sono certo, indicarmi la strada più agile , il gusto sta nel senso di appartanenza,  la passione e insieme i valori sono il collante che lega tutte le relazioni dentro e fuori la mia azienda, il gusto sta nel preparare il bagaglio, leggero perché devi metterci  quello che serve realmente..tanto poi durante il viaggio avrai l’intelligenza di recuperare   quello che manca o  il coraggio di farne a meno.

Con calma, piano piano, a piccoli passi senza fretta, senza ansia,  con appetito, ma senza voracità, con la testa, ma sempre con il cuore. Perché così andremo avanti.

Saverio  Panico – Manager di Village Productions srl
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