Qualche giorno fa, in viaggio per Roma, in treno, di fronte a me viaggiavano tre ragazzi, tre studenti. In viaggio verso l’affascinante Mondo del marketing e della comunicazione che fa di costosissimi Master la propria bandiera e di una poltrona in una sede multinazionale la propria mission.
Quando avevo 25 anni avrei voluto anch’io aggredire il mio futuro con un bagaglio forte, fatto di stage presso aziende internazionali, ore di tirocinio e campus allegri e spensierati; ma non potevo permettermelo. Negli anni in cui pensavo al mio avvenire, studiare era un privilegio, lavorare ancora di più!
Il treno viaggiava le voci dei tre ragazzi si confondevano con i miei pensieri. Tutto sia allontana, la vecchia e spettrale zona industriale di Napoli è lontana siamo nel bel mezzo della pianura pontina; i cellulari anche quelli più tecnologici dei tre perfetti studenti tacciono.. Non ci resta che parlare. Chi mi conosce sa bene che per me è un invito a nozze. Ma c’è un momento, quello dopo l’uscita dal tunnel in cui tutti ci ritroviamo a guardare fuori dal finestrino…niente è più potente di un paesaggio che scorre quando ti sorprende all’improvviso
Nei luoghi deputati al viaggio (aerei, navi stazioni ferroviarie sale d’attesa) sarà capitato anche a voi di avvertire una sorta di destino in comune : il viaggio.
Il viaggio è davvero una metafora e tutti gli astanti si sentono parte di questo disegno: ecco che i tre studenti partono per un brillante futuro, c’è chi viaggia per ricominciare chi per lenire un dolore, chi per fuggire o chi per andare incontro a qualcuno…
Io viaggiavo per andare incontro ad un appuntamento che avrebbe dato una svolta al futuro di Village. Gli andavo incontro con passione, ma senza fretta, senza ansia, con appetito, ma senza voracità, con la testa, ma sempre con il cuore. Perché così è nata Village .
E se vado a ritroso vedo una storia, una bella storia nata 7 anni fa e che continua ad appassionarmi. Perché aldilà di qualsiasi lusinga o adulazione e dietro il più bel sogno mai fatto non ho mai smesso di gustare il l percorso.
Viaggio leggero godendo di tutte le tappe che incontro…è come chi compie un viaggio in treno dal sud al nord per arrivare alla meta e non ferma lo sguardo sui piccoli comuni di cui è costellata l’Italia. Che cosa gli resta alla fine? Poco. Perché non ha saggiato il gusto del viaggio. Il gusto sta nel percorso, nei piccoli passi di cui è fatta la crescita della mia azienda, il gusto sta nello scegliersi i compagni di viaggio, non tutti i miei collaboratori sono in grado di cambiare una ruota bucata, ma tutti sapranno, sono certo, indicarmi la strada più agile , il gusto sta nel senso di appartanenza, la passione e insieme i valori sono il collante che lega tutte le relazioni dentro e fuori la mia azienda, il gusto sta nel preparare il bagaglio, leggero perché devi metterci quello che serve realmente..tanto poi durante il viaggio avrai l’intelligenza di recuperare quello che manca o il coraggio di farne a meno.
Con calma, piano piano, a piccoli passi senza fretta, senza ansia, con appetito, ma senza voracità, con la testa, ma sempre con il cuore. Perché così andremo avanti.
Saverio Panico – Manager di Village Productions srl
Lista editoriali
